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Le emozioni possono essere considerate come schemi di risposta immediati, innescati automaticamente e tendenzialmente stereotipi. Le emozioni di base sono scatenate dalla percezione di uno stimolo soggettivamente apprezzato come emotigeno e sono caratterizzate da un complesso insieme di risposte ormonali, vegetative e motorie a cui si affiancano le reazioni cognitive, esperienziali ed anche sociali tipiche della nostra specie.

L’insieme preordinato di modifiche biologiche connesse alle emozioni, innescate in risposta ai più svariati stimoli ambientali, è correlato all’attivazione combinata di una serie di strutture cerebrali, corticali e sottocorticali. Tutte le strutture coinvolte sono bilaterali e simmetriche e dunque presenti sia nell’emisfero destro che nell’emisfero sinistro; sole eccezioni l’ipotalamo ed il cervelletto che sono invece strutture impari e mediane, benché costituite da due metà simmetriche. È quindi possibile che, i due emisferi, abbiano competenze emozionali almeno parzialmente diverse. Ad esempio, per produrre le espressioni negative l’angolo della bocca si abbassa più dal lato sinistro, mentre per produrre le espressioni positive, si innalza di più il lato destro. In generale, gli stimoli a valenza negativa sono anche evocativi, molto di più di quelli a valenza positiva, di una risposta di allerta.

A cura di Brasi C.

Gainoti G., (1996):”Neuropsicologia delle emozioni”, in “Manuale di neuropsiciologia: Normalità e patologia dei processi cognitivi” a cura
di Denes G., Pizzamigkuo L., Bologna, Zanichelli, pp. 810-826.

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