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Non esistono singoli segnali verbali e non verbali, singoli comportamenti che indichino al 100% che una persona stia mentendo. Per rilevare un comportamento di menzogna è necessario far riferimento a diversi indici. Le bugie spontanee sono precedute da lunghi periodi di latenza rispetto alle verità, mentre le bugie pianificate hanno periodi di latenza superiori a quelli delle verità pianificate.

Durante la menzogna si manifestano maggiori momenti di esitazione quando la bugia da raccontare incontra uno sforzo cognitivo rispetto a quando la menzogna da dire risulta semplice nell’elaborazione.

Le reazioni verbali e non verbali possono presentarsi in anticipo o in ritardo rispetto all’avvenimento causante la reazione della persona, così come l’esatta collocazione di una espressione, facciale o gestuale, rispetto al flusso della comunicazione verbale. Ekman e colleghi hanno scoperto che i sorrisi sinceri sono espressi di più in chi dice la verità, mentre chi mente utilizza più sorrisi finti che risultano essere anche più asimmetrici, e chi dice la verità tende a mostrare più illustratori facciali e gestuali. Semplici azioni manuali saranno più complicate se allo stesso tempo si sta mentendo. Coloro che esprimono le espressioni  di rabbia, gioia, tristezza, paura, sorpresa e disgusto in maniera più completa appaiono più credibili di coloro che hanno minori capacità motorio-espressive.

Secondo Vrij, massimo esperto nello studio della menzogna, il metodo diagnostico più efficace per verificare un comportamento di menzogna è l’approccio cognitivo. Ovvero:  imporre uno sforzo cognitivo intenso, rendendo l’intervista più impegnativa; incoraggiare il soggetto a parlare di più; inserire domande inaspettate; fare la stessa domanda ma in maniera diversa; chiedere di raccontare in ordine cronologico gli eventi e successivamente chiedergli di ripetere l’ordine cronologico contrario degli avvenimenti;  intervistare gruppi di persone mettendoli a confronto.

Di fondamentale importanza resta l’analisi della congruenza tra il canale comunicativo non verbale e quello verbale. Per cui nel momento in cui il corpo o il volto esprimono dubbio subito dopo aver dichiarato un’affermazione, ecco che probabilmente siamo di fronte ad un comportamento di menzogna.


Bibliografia

Vrij, A. (2006). Challenging interviewees during interviews: The potential effects on lie detection. Psycology, Crime & Law, 12(2), 193-206.

Vrij, A., & Heaven, S.(1999). Vocal and verbal indicators of deception as a function of lie complexity. Psycology, crime and law, 5(3), 203-215.

Zuckerman, M., DePaulo, B. M., & Rosenthal, R. (1981). Verbal and nonverbal communication of deception.

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