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Dal punto di vista neurobiologico le emozioni possono essere definite come risposte ad eventi di rilievo personale, caratterizzate da particolari vissuti oggettivi e da complesse modificazioni biologiche. L’insieme preordinato di tali reazioni è connesso all’attivazione di una rete di strutture corticali e sottocorticali, che costituiscono il sistema limbico.
Il cervello dell’uomo è predisposto a reagire a determinati stimoli emozionali con specifici repertori di azione. Queste risposte consistono in modificazioni dello stato interno, dell’apparenza esterna al corpo e delle strutture cerebrali che costituiscono la base del pensiero. Il risultato è la collocazione dell’organismo in un contesto più adatto alla sopravvivenza ed al benessere.

Sono considerate emozioni primarie (o fondamentali) la paura, la rabbia, la sorpresa, la tristezza, il disgusto e la felicità. Le emozioni complesse (o sociali) comprendono la compassione, l’imbarazzo, la vergogna, il senso di colpa, l’orgoglio, l’invidia, la gratitudine, l’indignazione ed il disprezzo.

Il funzionamento delle due vie nervose attraverso cui gli stimoli generano delle risposte emotive,è alla base dell’accuratezza della certezza dell’analisi comportamentale. Lo stimolo emotivo raggiunge l’amigdala per due vie sensoriali, quella alta e qulla bassa. La via alta è la più rapida, ma la meno precisa seguendo il percorso breve talamo-sensoriale-amigdala; quella alta è più fine, ma meno rapida e segue il percorso talamo-corteccia-amigdala. L’amigdala reagisce istantaneamente inviando un messaggio al corpo ed al cervello in modo che vi sia una reazione in funzione della conclusione della sua analisi preliminare. Durante l’analisi comportamentale ciò risulta in maniera evidente in quanto, nell’individuazione delle incoerenze per mezzo dell’analisi delle micro-espressioni del volto, si evidenzia la “coerenza tra le incongruenze”. In altre parole, anche nel momento in cui il soggetto di analisi mente, la tipologia di risposta allo stimolo seguirà sempre la stessa modalità ogniqualvolta venga presentato lo stesso stimolo.

A cura di Brasi C.

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